Quando si pensa alle Confraternite si pensa giustamente ad istituzioni cariche di storia.

 

Molto è stato già scritto sulle Confraternite; la loro origine, la storia ed il peso che esse hanno avuto nel corso dei secoli.

 

Le Confraternite sono uno tra i modi più antichi, quasi certamente il primo modo di associazionismo religioso.

 

La nostra Confraternita è intitolata all' Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

 

La Confraternita è certamente già presente nella Parrocchia di San Giorgio in Moneglia nell’anno 1693, come si evince da una concessione di benefici spirituali elargita dal Cardinale Diacono Pietro Ottobono del Titolo di San Lorenzo in Damasco ai Confratelli di detta Confraternita, inviata tramite carta pergamena finemente decorata e conservata nell’archivio della parrocchia di San Giorgio.

 

La Confraternita è istituita e retta in conformità alle disposizioni del Codice di Diritto Canonico e dipende completamente dall’Autorità Ecclesiastica , ha uno statuto, un nome ed una foggia particolare di abiti.

 

La divisa  è composta da: camice bianco, fascia azzurra, cappino azzurro, che in determinate funzioni e circostanze gli iscritti  indossano.

    

Scopi della Confraternita sono :

 

  • la maggior gloria di Dio
  • il vantaggio spirituale dei confratelli
  • la collaborazione con la parrocchia nei sui aspetti liturgico e organizzativo
  • adoperarsi per promuovere una vita cristiana più perfetta tra i  suoi Membri, mediante l'istruzione religiosa, la vita sacramentale e per i defunti la  celebrazione di Sante Messe in Suffragio.

 

Occorre guardare al futuro con l’impegno di dare sempre un’autentica testimonianza di fede, carità e amore.

 

Due grandi Papi hanno incoraggiato le Confraternite, ed in particolare quelle Liguri, con queste parole:

 

SS Giovanni XXIII il 24 aprile 1960 nel Pellegrinaggio delle confraternite a Roma:

 

“La vostra presenza ci offre il motivo per un profondo e paterno compiacimento. Bravi, diletti figli, per la buona prova che date con la vostra fedeltà a vetuste istituzioni di preghiera e di mutua edificazione: alzando alto sempre le teste, e, anzi, ostentando addirittura nelle pubbliche vie – pur sempre con animo umile e discretissima modestia – il segno della Redenzione, e le insegne delle vostre antiche Confraternite, voi ripetete davanti al mondo, talora disattento e sviato, la grande parola della resurrezione e della vita.

 

Tutto ciò che è nato da Dio, vince il mondo: e questa è la vittoria, che vince il mondo, la nostra fede!». Proseguite sul cammino, che vi è stato assegnato dalle vostre costituzioni, mantenetevi fedeli allo spirito di esse, desiderando di essere in mezzo alla società come il lievito nella massa: soprattutto conservate sempre nel vostro cuore la gioia di essere nati da Dio, di chiamarvi e di essere suoi figli, affinché la vostra serenità ed il vostro esempio riescano a conquistare nuove forze alle benemerite Associazioni, cui appartenete.”

 

SS Giovanni Paolo II il 1 Aprile 1984, nell'omelia della S.Messa Giubilare in Piazza S.Pietro in Vaticano:

 

"Oggi l'urgenza dell'evangelizzazione esige che anche le Confraternite partecipino più intensamente e più direttamente all'opera che la Chiesa compie per portare la luce, la Redenzione, la grazia di Cristo agli uomini del nostro tempo, prendendo opportune iniziative sia per la formazione religiosa, ecclesiale e pastorale dei loro membri, sia in favore dei vari ceti nei quali è possibile introdurre il lievito del Vangelo.

 

A questo scopo apostolico può e deve servire anche l’imponente patrimonio artistico accumulato dalle Confraternite nei loro Oratori e Chiese; la grande quantità di abiti, insegne, statue, crocifissi (come quelli portati qui, oggi, dalle gloriose “casacce” di Genova e Liguria), con cui le Confraternite intervengono a funzioni e processioni sacre; l’incidenza che ancora oggi le manifestazioni delle Confraternite possono avere non solo nella sfera della pratica religiosa, ma anche nel campo del “folklore” ispirato alla tradizione cristiana: tutto può e deve servire all’apostolato ecclesiale, specialmente liturgico e catechistico.

 

 Sono lieto, come Vescovo di Roma, di poter adorare insieme con voi oggi, in questa domenica di Quaresima, Cristo, che è la nostra Luce.”